Il Lloyd editore

La Terza Sezione


Il 21 giugno 1849 nasce ufficialmente la Terza sezione letterario artistica del Lloyd Austriaco. A questa Sezione fanno capo le sale di lettura cittadine, compresa la grande sala del Tergesteo, dove viene offerta la consultazione di ben 147 testate italiane e straniere e le corrispondenze inviate periodicamente dai 190 agenti della Compagnia sparsi in tutto il mondo. Inoltre, dalla Terza sezione dipendono la tipografia sociale, lo stabilimento artistico e la pubblicazione dei tanti fogli periodici stampati, oltre che in italiano, anche in tedesco, in francese e in greco. Questo imponente apparato dà lavoro a centinaia di maestranze altamente specializzate in campo editoriale, ma resta una diretta emanazione di un’impresa industriale e finanziaria che rappresenta un unicum nel panorama europeo di quegli anni. Inoltre, i tanti volumi illustrati che escono dai torchi della tipografia testimoniano, fin dall’inizio, la capacità di armonizzare sulle loro pagine aspirazioni culturali e criteri artistici di elevato livello qualitativo, con gli obiettivi di propaganda turistica e commerciale strettamente connaturati a un’impresa di trasporto marittimo di altissimo livello.

R. Geyling
Volume celebrativo in occasione del 75° anniversario della fondazione del Lloyd Austriaco, 1911

La Tipografia del Lloyd


A. Quaiatti Lloyd Triestino, linee celeri postali Bozzetto per manifesto, tempera e matita grassa su carta

A. Quaiatti
Lloyd Triestino, linee celeri postali
Bozzetto per manifesto, tempera e matita grassa su carta
1927

Fin dalla sua fondazione il Lloyd cura la pubblicazione di periodici dedicati alla divulgazione di notizie utili in campo marittimo, commerciale e assicurativo. Per poterlo fare nei primi anni della sua attività si appoggia a tipografie private, alle quali appalta la pubblicazione del suo “Giornale del Lloyd Austriaco di notizie commerciali e marittime”. Ben presto, però, si fa strada tra gli azionisti l’idea di fondare uno stabilimento tipografico autonomo di proprietà.

Vengono innanzitutto acquistati macchinari di ultima generazione: torchi modernissimi, caratteri a mano, torchio idraulico, impianto di stereotipia, macchina a cilindro, un apparecchio per la stampa, tipo Congreve, per la riproduzione in vari colori e in oro e argento. La stamperia inzia l’attività nel 1842 con la ragione sociale di I. Papsch & Co. Tipografia del Lloyd che, dal 30 gennaio 1848, diviene semplicemente Tipografia del Lloyd. L’anno successivo viene acquistato a Stoccarda un impianto per le incisioni in acciaio di assoluta avanguardia, che permette allo stabilimento di riprodurre qualunque tipo di immagine ai massimi livelli qualitativi dell’epoca.

Le tipografie di Trieste al servizio del Lloyd
Lo stabilimento Modiano e la moderna réclame


Sul finire degli anni Ottanta del XIX secolo anche il Lloyd si orienta verso una forma di réclame promozionale più aggiornata e moderna. Alla sua tipografia e ai principali stampatori triestini il Lloyd commissiona l’esecuzione di manifesti e opuscoli per reclamizzare i suoi servizi di linea.

Una delle tipografie triestine più moderne e attrezzate di quegli anni è senza dubbio lo stabilimento S. D. Modiano, capace di realizzare splendide riproduzioni cromolitografiche anche di grandi dimensioni. Questa azienda, tutt’ora in attività, viene fondata da Saul Davide Modiano e dal 1873 inizia la sua produzione. Inizialmente il settore principale della sua attività, assieme alla produzione delle celebri carte da gioco, riguarda la manifattura di cartine per sigarette.

Il grande salto di qualità della Modiano avverrà però con la stampa di grandi manifesti pubblicitari realizzati con una tecnica di assoluta avanguardia, la cromolitografia, che verrà sfruttata al massimo con l’ingresso in azienda, in qualità di responsabile artistico, del pittore Giuseppe Sigon (Trieste 1864-1922). Tra il 1890 e i primi anni del nuovo secolo Sigon realizza per il Lloyd un gran numero di manifesti illustrati e altri stampati promozionali dalla splendida resa artistica e tipografica.

G. Sigon
Société de navigation à vapeur du Lloyd Autrichien
Cartoncino promozionale, collezione privata, 1896

Trieste e Vienna sulle rotte dell’arte


Tra il 1907 e lo scoppio del primo conflitto mondiale le relazioni tra il Lloyd Austriaco e la capitale asburgica si fanno più strette, anche a seguito del trasferimento a Vienna, in quell’anno, della direzione della Compagnia. Ne consegue che anche le committenze in campo artistico e promozionale si orientano sempre di più verso tipografie e stabilimenti viennesi.

Non è questa l’unica motivazione. Agli albori del nuovo secolo il Lloyd Austriaco è una delle compagnie di navigazione più importanti del mondo e, nel lasso di tempo che precede lo scoppio della Grande guerra, la sua posizione si consolida ulteriormente in termini di prestigio, di miglia percorse, di passeggeri e merci trasportate. In tutto il continente, questi, sono anche gli anni della crescita tumultuosa delle affissioni pubblicitarie.

Quindi, per promuovere adeguatamente questo nuovo tipo di offerta commerciale, rivolta prevalentemente a un ceto sociale di livello elevato, la Compagnia si trova di fronte a esigenze inedite di comunicazione promozionale. La gloriosa tipografia sociale non è più sufficiente e molti materiali vengono così commissionati a prestigiosi stabilimenti viennesi.

Gli artisti negli anni della Belle Époque


I pittori e i grafici austriaci che prima della Grande Guerra, realizzano per il Lloyd stupendi bozzetti destinati alla stampa di manifesti, brochure, locandine, carte da gioco, cartoline e volumi illustrati sono: Remigius Geyling, Harry “Henry” Heusser, Georg Holub, Rudolf Kalvach, Rudolf Karpellus, Rudolf Konopa Leopold Alphons Mielich, Hans Printz e altri. Nel campo delle arti decorative destinate all’arredo degli ambienti di bordo più prestigiosi e delle agenzie sociali va sottolineata la presenza di straordinari oggetti disegnati da Josef Hoffmann e realizzati intorno al 1910 per il Lloyd Austriaco dalla celebre manifattura Wiener Werkstëtte. Non si possono dimenticare nemmeno gli importanti cicli decorativi dipinti da Carl Ludwig Prinz nei saloni delle due ammiraglie della Compagnia, Helouan e Wien.

Nell’ambito locale anche importanti pittori triestini offrono collaborazioni artistiche di livello elevato, come Argio Orell che dipinge degli straordinari bozzetti per le carte da gioco della Compagnia, poi stampate dalla Modiano. Grandi pittori marinisti come Guido Grimani, Giuseppe Miceu e Alexander Kircher ritraggono piroscafi lloydiani in navigazione per essere riprodotti su cartoline, calendari, locandine e manifesti da distribuire poi in tutta Europa.

La promozione tra le due guerre
Una nuova partenza


Quando, nel 1923, Bruno Astori (Trieste 1893-1975) viene chiamato a dirigere l’Ufficio stampa, la Compagnia sta vivendo uno dei suoi periodi più difficili. Le iniziative di Astori, di alto profilo editoriale e promozionale, contribuiscono in maniera sostanziale alla rinascita imprenditoriale del nuovo Lloyd Triestino. Fonda riviste e bollettini, pubblica volumi di natura storica, tecnica e commerciale, rivelando doti non comuni di capacità e preparazione.

Il suo contributo più importante, però, è quello di aver creato e motivato, fin dai primi anni della sua direzione, una squadra di giovani grafici di prim’ordine con l’intento di costruire una nuova immagine della Compagnia da proporre alla “nuova patria”. Tra le due guerre l’Ufficio stampa del Lloyd Triestino diventa uno dei più prestigiosi committenti italiani nel settore della grafica pubblicitaria internazionale. Le firme di Alberto Bianchi, Gino Boccasile, Renato Cenni, Giorgio Dabovich, Marcello Dudovich, Antonio Quaiatti,Giovanni Giordani, Paolo Klodic, Franz Lenhart,, Argio Orell, Marcello Nizzoli, Giovanni Patrone, Giuseppe Riccobaldi, Filippo Romoli e Xanti Schawinskj ricorrono spesso su manifesti, brochures, cartoline e sulle pagine delle riviste che promuovono ai livelli più alti i servizi del Lloyd in tutto il mondo.

G. Petronio Bollettino mensile del Lloyd Triestino Bozzetto per copertina, tempera su carta

G. Petronio
Bollettino mensile del Lloyd Triestino
Bozzetto per copertina, tempera su carta, 1925

Antonio “Quaiat” Quaiatti (1904 -1992)


A. Quaiatti (attr.) Bozzetto per brochure, tempera su carta

A. Quaiatti (attr.)
Bozzetto per brochure, tempera su carta, 1932

A. Quaiatti (attr.) Bozzetto per brochure, tempera su carta 1934 ca.

A. Quaiatti (attr.)
Bozzetto per brochure, tempera su carta
1934 ca.

L’artista triestino frequenta e conclude i corsi di studio alla sezione per capi d’arte delle “Scuole Industriali” triestine, allievo di Carlo Wostry e di Flori-Finazzer. Quaiatti entra molto giovane, come collaboratore esterno, nello staff dell’Ufficio stampa del Lloyd Triestino, al quale rimarrà fedele per tutta la sua lunga carriera. Dal 1925 al 1941 espone costantemente i suoi dipinti, in gran parte paesaggi, in occasione di importanti manifestazioni cittadine.

Fin verso la fine degli anni Venti si firma con il suo cognome originale, Quaiat, per poi assumere definitivamente il cognome Quaiatti. Nel 1934 viene premiato con la medaglia d’argento alla Sindacale Giuliana per l’arte pubblicitaria. Dalla fine degli anni Venti realizza molte illustrazioni e copertine per riviste in ambito regionale, e collabora alle campagne pubblicitarie di altre aziende giuliane. Si dedica poi all’illustrazione libraria, all’illustrazione di cartoline e alla decorazione di ambienti. Anche dopo la Seconda guerra mondiale continua, fino al pensionamento, la sua attività per la Compagnia, spegnendosi a Trieste in tarda età.

Il suo percorso artistico può essere colto quasi interamente attraverso la lunga successione di copertine che firma per la celebre rivista illustrata del Lloyd “Sul Mare”.

Giovanni Giordani (1884 –1969)


Giovanni Giordani, nativo di Klagenfurt, si trasferisce molto presto a Trieste. Nel 1900 risulta iscritto alle K.K. Kunstgewerbeschule sotto la guida di Eugenio Scomparini. Rimane orfano di padre giovanissimo e a quattordici anni già lavora per contribuire al sostentamento della famiglia. Nel 1910 si trasferisce a Milano dove lavora come grafico per la Società Ricordi fino al 1913, anno in cui ritorna a Trieste.

Nel 1921 ottiene l’abilitazione all’insegnamento presso l’accademia di Belle Arti di Bologna che gli permette di proseguire una brillante carriera come insegnante di disegno. Dal 1926 al 1933 collabora come grafico alla rivista mensile del “Corriere della Sera” di Milano “La Lettura”, firmandone diverse copertine. La sua maniera pittorica trova nell’acquerello, e in misura minore nella tempera, il tramite ideale. Inizia a collaborare con il Lloyd nel 1921, quando vince il primo premio a un concorso indetto dalla Compagnia. Giordani firma per la rivista “Sul Mare”, dal 1925 al 1939, ben nove copertine. In questo lungo arco di tempo la sua collaborazione con l’Ufficio Stampa della Compagnia è molto intenso e si traduce nella realizzazione di splendide brochure e manifesti pubblicitari, per il Lloyd Triestino e anche per la Cosulich Line.

 

Gli anni Cinquanta e Sessanta
Il tramonto della grafica tradizionale


Studio Battistella Lloyd Triestino Bozzetto per calendario

Studio Battistella
Lloyd Triestino
Bozzetto per calendario, 1954 ca.

Il secondo dopoguerra è per il Lloyd e la sua flotta, se possibile, ancora più tragico del primo. Nonostante le difficoltà logistiche e materiali del periodo l’Ufficio stampa si risolleva rapidamente e riprende la sua attività già dai tardi anni Quaranta. In un breve arco di tempo assistiamo però a una rivoluzione radicale nelle tecniche di realizzazione dei materiali pubblicitari. Parallelamente all’affermazione del vettore aereo come acerrimo rivale delle nave di linea nei collegamenti transoceanici , anche la grafica privilegia progressivamente il mezzo fotografico rispetto alle tradizionali realizzazioni pittoriche.

Se per tutti gli anni Cinquanta si continuano ancora a realizzare bozzetti tradizionali, già nei primissimi anni Sessanta la fotografia, anche a colori, soppianta quasi del tutto la grafica tradizionale. La scuola triestina di illustrazione pubblicitaria, come ben dimostrano le opere qua esposte, continua a mantenere un elevato livello qualitativo anche in quegli anni. Oltre a un collaboratore storico quale Antonio Quaiatti, lo dimostrano le produzioni dello Studio Battistella e di Bruno Sauli.