IL Grand Hotel Galleggiante

Architettura e arte in viaggio


Fino dalla pubblicazione nel 1924 di “Vers une Architecture” da parte di Le Corbusier, la nave diviene un campo di sperimentazione architettonica e artistica. Nello stesso periodo Arduino Berlam e Giò Ponti scrivono che le navi non dovrebbero essere arredate come antichi manieri della terra ferma, bensì riflettere anche all’interno, in quanto i maggiori e più moderni mezzi semoventi concepiti dall’uomo, il gusto più moderno e funzionale della loro epoca, prestandosi come paradigma dell’architettura e dell’arte moderna.

Cambiare lo stereotipo consolidato della “nave-palazzo” non è impresa semplice, ma quando nel 1929 viene indetto un concorso per l’arredo della futura motonave Victoria, viene esplicitamente vietato l’uso degli stili storici per privilegiare invece un design d’avanguardia. La nuova ammiraglia lloydiana diviene un capolavoro estetico in stile Novecento sia dentro che fuori, grazie alla stretta collaborazione tra l’ingegnere Nicolò Costanzi e l’architetto Gustavo Pulitzer Finali. Quest’ultimo si avvale della collaborazione dei più affermarti artisti d’avanguardia del tempo e la Victoria riscuote un successo internazionale, celebrato da Ponti con un numero speciale della sua rivista “Domus”. Da quel momento in poi si innesca una competizione tra i designer nazionali impegnati nel campo dell’allestimento navale, che porterà le navi italiane a fare scuola nel mondo: le opere d’arte, di artigianato e la produzione di arredo “made in Italy” diventano così tra i più noti a livello internazionale.

M/n Victoria I Ponte A, cabina con bagno Deck A, cabin with bathroom 1931

M/n Victoria I
Ponte A, cabina con bagno, 1931

Marcello Mascherini decoratore di bordo


 

Il celebre scutore (1906–1983) resta senza dubbio il più importante scultore attivo a Trieste nel Novecento. La sua prima collaborazione con l’architetto Gustavo Pulitzer Finali risale al 1931, quando realizza due busti in bronzo del Re e del Duce, collocati nel salone delle feste della motonave Victoria del Lloyd Triestino.

Anche la seconda commessa è destinata alla decorazione di una nave lloydiana, realizza infatti nel 1933 una scultura femminile intitolata Calitea, come l’omonima motonave varata in quell’anno nei cantieri di Monfalcone. Due anni più tardi collabora con Pulizer alla ristrutturazione delle motonavi Saturnia e Vulcania e così viene introdotto presso la celebre società Italia di Genova.

M. Mascherini Aborigeno australiano Legno intarsiato, 1951

M. Mascherini
Aborigeno australiano Legno intarsiato, 1951

Nel secondo dopoguerra riprende la sua collaborazione con il Lloyd e con Pulitzer, creando un’opera per il vestibolo di prima classe della m/n Australia, varata nel 1950 nel Cantiere S. Marco di Trieste. Si tratta della coppia di sculture in legno di noce e intarsi Aborigeno e canguro (quest’ultimo andato disperso). Mascherini è all’apice della sua fama e della sua carriera, e la clientela di armatori che si rivolge a lui per decorare le proprie navi si estende a numerose società di navigazione, tra le quali l’Adriatica di Venezia, la Costa Armatori di Genova e la panamense Home Lines. Nel 1962 torna a lavorare per il Lloyd realizzando il ritratto di Guglielmo Marconi per l’omonima nave e anche due fusioni in bronzo per la sala delle feste di prima classe della medesima nave: il Cavallo rampante e la Chimera alata.

M/n Australia, bozzetto per la veranda bar di prima classe MS Australia, preparatory sketch for the first-class veranda bar 1950

M/n Australia,
bozzetto per la veranda bar di prima classe MS Australia, 1950

Gustavo Pulitzer Finali e lo “Stile Novecento”


Nel Novecento l’architetto triestino (1887-1967) è stato uno dei più noti e attivi nel settore degli interni navali in Italia e negli Stati Uniti. Tra le due guerre i suoi progetti hanno segnato le tappe fondamentali nell’evoluzione del metodo e del gusto secondo i quali arredare una nave, permettendo al Paese di raggiungere e spesso superare gli standard delle più avanzate produzioni internazionali. La sua prima e determinante collaborazione con il Lloyd Triestino risale al 1930, quando riceve l’incarico di progettare buona parte dei saloni della nuova motonave Victoria, la prima nave “moderna” costruita in Italia tra le due guerre.

Pulitzer si avvale nei suoi progetti della collaborazione di giovani artisti triestini come August Černigoj, Elena Fondra e Marcello Mascherini i quali, assieme ai più celebri Giò Ponti, Libero Andreotti, Pietro Chiesa e alla giovane scultrice polacca Maryla Lednicka, rendono i vasti ambienti della nave delle vere e proprie gallerie d’arte decorativa. Prima dello scoppio della guerra il Lloyd commissiona allo studio Stuard dell’architetto Pulitzer l’allestimento completo della motonave Calitea. Nel dopoguerra realizza per conto del Lloyd alcuni saloni di prima classe delle motonavi Australia (1950) ed Europa (1952). L’anno seguente, replicando in qualche modo l’importante esperienza prebellica, cura l’allestimento di tutti gli ambienti della nuova m/n Victoria. Nel 1962 conclude la sua collaborazione con la compagnia allestendo alcuni saloni di prima classe della grande turbonave Galileo Galilei, ultima ammiraglia della flotta lloydiana assieme alla gemella Guglielmo Marconi.

P. Klodic P.fo Tevere a porto Said Olio su tela, 1922

P. Klodic
P.fo Tevere a porto Said
Olio su tela, 1922

LA NAVE DIPINTA: Paolo Klodic von Sabladoski


Il “pittore delle navi” nasce nel 1877 a Trieste da Matilde Pagliaruzzi e Anton Ritter, curatore museale in Istria. Inizia gli studi a Trieste e li conclude a Graz, dove consegue una laurea in giurisprudenza che gli permette di ottenere impiego presso l’Imperial-Regio Governo Marittimo alla capitaneria di porto di Trieste, dove resterà fino al 1954.

La sua formazione artistica è da autodidatta: giovanissimo, inizia a ritrarre con maestria le navi che fanno scalo a Trieste, attività che non interromperà mai, realizzando una impressionante documentazione grafica. Esordisce nel 1906 partecipando a una mostra tenutasi a Innsbruck, poi espone a Trieste, Graz, Capodistria e, nel 1913, alla grande Esposizione Adriatica di Vienna. Nel 1926 lo ritroviamo a Padova assieme a importanti pittori giuliani e poi a Genova, nel 1928 e nel 1935, sebbene la sua “personale” del 1950 a Londra, organizzata dalla Marine Artists Society, rimanga il maggior tributo all’artista triestino.

Nel periodo tra le due Guerre, Klodic lavora per le maggiori compagnie di navigazione, non solo nazionali, per conto delle quali realizza moltissimi ship portraits, utilizzati poi per produrre manifesti e brochure da distribuirsi negli uffici turistici e nelle agenzie marittime di tutto il mondo. Portano la sua firma anche molti dei grandi dipinti destinati a impreziosire i raffinati interni delle maggiori navi da battaglia varate nei cantieri triestini durante gli anni Trenta. La sua collaborazione con il Lloyd continua fino agli ultimi anni della sua vita (si spegne nel 1961), quando è anche nominato curatore del Museo del Mare di Trieste.