La Collezione del Lloyd


Embrione della mostra è la Collezione del Lloyd, tramandata negli anni dal Lloyd Austriaco, al Lloyd Triestino, a Italia Marittima (oggi unica compagnia armatrice italiana di container che appartiene a Evergreen Group di Taiwan), fino all’acquisizione da parte della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

Il Comune di Trieste, che ha ricevuto la Collezione dall’Amministrazione regionale, ha catalogato 6.200 pezzi – con il coordinamento del personale dei Civici Musei Scientifici e del Museo del Mare e con la consulenza degli storici Maurizio Eliseo, Giulio Mellinato e Sergio Vatta – digitalizzando schede descrittive e immagini: modellini dei vecchi piroscafi e delle motonavi, quadri, porcellane, statue, manifesti pubblicitari, fotografie d’epoca, argenterie, libri di bordo, piani di costruzione, nomi di comandanti, di artisti e di progettisti. Inoltre, Italia Marittima ha assicurato la consegna – con contratto di comodato – al Civico Museo del Mare beni e documenti storici affinché il Comune di Trieste se ne serva per il fine di divulgazione tecnico scientifica del Museo medesimo, per la finalità espositiva negli eventi relativi alla manifestazione Trieste ed il Mare, nonché per l’allestimento della mostra.

I curatori


Maurizio Eliseo

Appassionatosi alle navi di linea e alla loro storia fin da giovanissimo, inizialmente Eliseo si era dedicato alla costruzione di modelli in scala, anche di grandi dimensioni, recuperando così la documentazione necessaria a realizzarli. Nel corso degli anni questo materiale è andato accumulandosi, per divenire oggi un punto di riferimento su scala internazionale.
Prolifico autore di libri sui grandi transatlantici, italiani e non, per i suoi meriti ha ricevuto il premio “Trasporti & Cultura” dell’università di Verona e altri due prestigiosi riconoscimenti negli Stati Uniti, il “Mitchell Award” della Steamship Historical Society of America e il “Silver Riband Award” conferitogli nel 2009 dalla città di New York, del cui museo navale è stato co-curatore per tre anni.
Da oltre vent’anni lavora per le più prestigiose società di navigazione nel settore della progettazione, costruzione e e gestione delle grandi unità da crociera, ha curato i progetti di musealizzazione della celebre Queen Elizabeth 2, lo studio di fattibilità di un “nuovo Titanic”, diretto l’allestimento della Queen Mary 2 per Cunard Line e, della parte galleggiante dell’Acquario di Genova. Oggi dedica buona parte del suo tempo alla storia navale, producendo libri, documentari, mostre, eventi e tenendo conferenze in molti paesi.

Sergio Vatta

Sergio Vatta, storico dell’arte nato a Trieste nel 1958, sin dagli inizi della sua attività orienta le sue ricerche nel campo delle arti decorative e della grafica pubblicitaria ed editoriale, con particolare riferimento all’importante e differenziata produzione artistica commissionata dalle grandi compagnie di navigazioni triestine nella prima metà del secolo scorso. Autore di svariate pubblicazioni e ricerche sugli artisti triestini del primo Novecento. A Trieste ha collaborato con il Civico Museo del Mare, la Biblioteca Civica, la Biblioteca Statale, il Civico Museo Revoltella, i Civici Musei di Storia e Arte e l’Amministrazione Provinciale.

Giulio Mellinato

Giulio Mellinato insegna storia economica presso l’Università di Milano-Bicocca, e si occupa di storia della globalizzazione e del commercio internazionale, con particolare riguardo all’evoluzione dei sistemi di mobilità a lunga distanza nell’area dell’Adriatico settentrionale. Ha studiato argomenti riguardanti la storia marittima, dalla metà del XIX secolo all’età presente, la storia dei trasporti e delle infrastrutture e, in genere, la storia sociale e imprenditoriale dell’Europa contemporanea dal XIX secolo in poi, con particolare riguardo all’integrazione dell’economia locale della Venezia Giulia all’interno dei contesti internazionali. Ha pubblicato diversi lavori sulla storia del commercio, delle Compagnie di navigazione e della cantieristica.

Il concept grafico


L’immagine della mostra, creata da Designwork, trae spunto dalla doppia L iniziale, peculiarità della parola Lloyd, affidando al disegno delle lettere il compito di sintetizzare e raccontare una storia. Storia che, a partire dall’ottocentesca L gotica, arriva con uno stretto legame fino alla più attuale L a bastone. Il carattere scelto per il titolo è il Gotham, un bastone dalle rotondità accentuate che richiama le eleganti scritture navali del periodo fra le due guerre. La combinazione cromatica è energica e si ricollega, più o meno direttamente, al mondo navale passeggeri e mercantile.

Lloyd. Le navi di Trieste nel mondo


L’esposizione ricostruisce la funzione del Lloyd come catalizzatore della modernità, sottolineando la sua attività innovativa nello specifico ambito marittimo, attraverso la precoce adozione di numerose innovazioni nel corso del tempo, dai sistemi di propulsione alla forma e ai materiali degli scafi, dall’organizzazione dei servizi alla scelta delle rotte, e altro ancora.
Ampio e qualificato spazio viene dedicato anche alla generazione e diffusione di capitale umano, di cultura e di organizzazione, di rapporti finanziari e d’affari che si sono conservati nel tempo, all’interno della ricostruzione di un rapporto fortemente simbiotico con la città e la comunità locale. Sono esposti oggetti originali, dagli arredi di bordo alle opere d’arte (ritratti ottocenteschi dei fondatori del Lloyd Austriaco, le opere di Marcello Mascherini); dai volumi a stampa ai 60 bozzetti originali della rivista «Sul Mare»; dagli oggetti della vita quotidiana a bordo alle grandi realizzazioni ingegneristiche dell’Arsenale (la cui dimensione enorme si capisce dal plastico di Trieste nel 1889); dai documenti aziendali alla storia delle rotte percorse dai piroscafi, per arrivare alla vita delle principali navi, ai paesi e alle realtà toccate dalle rotte, alle attività promozionali, ai rapporti con la città e con il territorio. Svariate decine di modelli di navi – alcuni in assoluta anteprima, tra cui quello storico della motonave Victoria – raccontano dal vero i cambiamenti vissuti dalla navigazione nel corso degli ultimi due secoli.